Ho deciso di fare questo mini-tutorial per condividere con voi i miei lavori e potervi trasmettere
anche un modus operandi che potrebbe essere di aiuto a chi vuole iniziare l’elaborazione dei propri
modelli, magari anche qualche dritta in più a chi invece già ne ha intrapreso la strada.
Il modello da cui parto è un carro Taems a tetto apribile, tutto sommato abbastanza semplice visto
che i particolari non sono eccessivi come in una cisterna, per esempio.

La prima cosa da fare è rendere il carro pronto per essere lavorato, quindi possiamo procedere in due modi o addirittura associarli. Primo step, sgrassare il carro con acqua tiepida e detersivo per piatti, avendo cura di spazzolarlo delicatamente (per non staccare eventuali aggiuntivi e/o corrimani) con un pennello dalle setole morbide. Questo per eliminare quella patina invisibile e oleosa delle stampate in plastica e per rendere grezza la superficie del carro. Per l’asciugatura io uso poi un phon di quelli da viaggio, stando a debita distanza per non scaldare troppo la plastica. A questo punto possiamo incollare gli aggiuntivi che desideriamo mettere al nostro carro, attenzione comunque al fatto che sulle istruzioni dello stesso, di solito è consigliato quali aggiungere e quali no, nel caso volessimo poi farlo girare su un plastico, spesso e sopratutto quelli delle testate impediscono al gancio e al sistema di allontanamento dei timoni di lavorare in modo corretto. Dovrete valutare voi quali e quanti aggiuntivi posizionare in base alle vostre preferenze.
Io ho deciso di formare delle composizioni bloccate, in questo caso otto carri dello stesso tipo, quindi su quello che ho deciso essere in coda al convoglio, ho apposto condotte pneumatiche del freno e gancio realistico, in modo che guardando da dietro il treno, fosse il più reale possibile.

Per incollare i particolari ho usato della normale colla in barattolo, con pennellino, per materiale plastico, che si trova comunemente nei negozi di modellismo. Se necessario, come in questo caso, ho forato precedentemente con un trapano portapunta a mano, per creare le sedi delle tubazioni, che originariamente non erano presenti sulla testata del carro. Una volta asciugato il tutto, come notate in figura rispetto alla precedente, ho effettuato alcuni ritocchi di colore. Io uso colori acrilici perchè non possiedo un angolo personale per modellare, quindi nelle stanze comuni di casa, questi non danno particolari odori perchè a base acqua. Ma vanno benissimo anche vernici o lacche, importante, mi ripeto, avere un buon arieggiamento delle stanze ove si lavora e/o poi si soggiorna.
Ho colorato le tubazioni e i respingenti con i loro steli,i predellini di salita dei manovratori e quelli sul fianco del carro, di nero opaco, i rubinetti delle condotte freno con il rosso opaco, mentre ho ritoccato i ganci di ancoraggio (quelli fatti ad ancora) e il volantino laterale in giallo opaco.


Specifico che nelle foto che ho trovato in rete del carro reale, questi volantini erano verdi, infatti anche il modello li riportava nel colore esatto (anche se molto brillante), mi sono preso una licenza personale, tutto qua. Se vedete che il colore, specie quelli acrilici, coprono poco, non insistete, è meglio aspettare che sia asciutto e fare una seconda e poi anche una terza passata leggere piuttosto che avere fretta e mettere tanto colore subito. Il rischio è che poi faccia la classica goccia e salti poi via con un niente. A questo punto ho deciso di coprire il modello con del trasperente opaco, in modo da fissare i colori precedentemente fatti e opacizzare le superfici per il lavoro seguente.
Sono passato quindi all’utilizzo dell’aerografo, colore acrilico ben diluito (circa 50% colore e 50% acqua) e pressione bassa. Ricordate sempre che è meglio fare delle prove su un cartoncino, prima di iniziare sul modello, per correggere pressione e apertura ugello. Se il risultato non vi convince o avete dato troppo colore insistendo, oppure troppa pressione facendo la classica sparata a gocciare, nessun problema, immediatamente con dell’alcool potete rimuovere il tutto. Anche qui vale lo stesso discorso fatto prima, meglio più passate leggere che insistere subito, lasciate asciugare e nel frattempo passate al carro successivo, se vorrete insistere lo farete in secondo tempo, in modo da controllare bene ciò che state realizzando e raggiungere più precisamente il risultato che desiderate.

Obbiettivo del lavoro è quello di rendere più chiari alcuni pannelli rispetto ad altri, utilizzando un colore che si avvicini a quello del carro ma più chiaro, potete anche schiarirlo con del bianco partendo da una base che sia quella del carro, in questo caso marrone castano. Alternate pannelli a piacere, i carri nel reale non sono tutti uguali e nel nostro convoglio farà una bella figura anche un alternanza di invecchiamento.

Su alcuni ho insistito di più, su altri ho fatto solo i pannelli di carico e scarico laterali.
Avrete notato che i tetti erano stati rimossi, nessun problema, io l’ho fatto prima di aerografare per comodità, chiaro che se uno è alle prime armi, meglio coprire i tetti con del nastro carta per carrozzieri, l’aerografo tende a nebulizzare la vernice e anche con mani abbstanza precise, è facile riportare il colore dove non vogliamo che cada, meglio schermare le parti da non aerografare. Terminato questo passaggio, quando siamo soddisfatti del risultato, passiamo a cambiare colore, ora useremo un marrone scuro, oppure sempre la nostra base ma stavolta mescolata con del nero, per accentuare le nervature del carro, o meglio, la polvere e lo sporco che queste nervature irrimediabilmente provocano sulle superfici dello stesso. Anche qui consiglio di non insistere subito, purtroppo l’aerografo tende per sua natura a darci un impressione di aver colorato poco, ma vi assicuro che non è cosi, abbiate la pazienza di aspettare l’asciugatura e constatate se il risultato che avete raggiunto vi soddisfa. Meglio più passate, che una sporcatura immediata ma eccessiva.

Il risultato inizia a dare al nostro carro un aspetto “vissuto” come si addice al materiale che circola costantemente sulla rete ferroviaria. Ma non è ancora finita! Non preoccupatevi, siamo solo a metà del lavoro. Anche qui vale il discorso che potete variare il grado di sporco sui pannelli, diversificando secondo il numero di “passaggi” ed anche secondo la distanza dell’aerografo dal modello. Mi spiego, più starete distanti, più i fasci di sporco saranno larghi in conseguenza.
Terminato anche questo step, prendiamo un cotton fioc, lo imbeviamo di alcool, e passandolo sul dorso (la parte piatta) delle nervature, andiamo a togliere il colore appena messo,questo perchè il colore si insinua negli angoli e in parte sulle lamiere del carro, ma non sulla parte piatta della nervatura che invece resta piuttosto pulita, anzi spesso addirittura più chiara del colore base del carro perchè dove batte maggiormente il sole avviene una sorta di desaturazione del colore. Sulle creste e sulle parti in rilievo avviene una scoloritura mentre nelle intercapedini, nelle insenature e negli angoli si insedia lo sporco e la polvere. In sostanza è un po quello che abbiamo fatto artificiosamente nel passaggio prima con i pannelli.

A questo punto ho dato nuovamente una passata di trasparente opaco per fissare il lavoro fatto e per proteggere i successivi passaggi con altri materiali che potrebbero intaccare quello che abbiamo appena fatto. In ultimo, ho appunto accentuato la luminosità delle nervature facendo un pennello secco sugli spigoli delle stesse. Preso un colore, in questo caso un nocciola chiaro o un beige, con un pennello piatto, intingo (solo le punte) lo stesso nel colore, scarico il pennello nella carta assorbente in modo che resti una irrisoria parte di colore fra le setole dello stesso, e poi delicatamente lo striscio sugli angoli delle nervature. Quella quantità irrisoria di colore che si intravvede appena darà quella luminosità agli spigoli vivi come ho spiegato precedentemente. Magari prima fate delle prove su un pezzo di cartoncino fino a che siete pratici nella tecnica. Il pennello deve essere molto o quasi completamente scarico del colore.

Per ultimi restano i teloni dei tetti. Qui ho iniziato colorando tutti di un grigio opaco ma più chiaro di quello originale, in modo da dare l’impressione delle intemperie. Poi alternativamente ho schiarito ancora di più alcuni pezzi quadrati alternativamente o a caso, anche per dare un idea che alcuni siano stati sostituiti. Nell’immagine sotto, già con una parziale sporcatura delle nervature del telo, si vedono alcuni pezzi più chiari.

Con l’aerografo e con colore più scuro, sono andato poi ad accentuare, in alcuni punti, l’ammasso di polvere mista sporco, sui teloni. Questo si può fare anche con colori ad olio (più malleabili nella lavorazione, oppure con dei pigmenti in polvere). Attenzione con questi ultimi a dosarne poco per volta in quanto il pigmento di suo sporca molto.

Ed ecco finalmente il nostro convoglio omogeneo di carri vissutamente sporchi e logorati dall’esercizio ferroviario.

Ci sono due cose da tenere sempre prenti…..un buon lavoro è composto dall’unione di diverse tecniche, difficilmente si arriva a certi livelli solamente con l’uso di una sola metodologia o di un solo prodotto. Colori acrilici, pennelli, aerografo, olii, pigmenti…..tutto l’insieme concorre al risultato finale. In secondo luogo è l’esperienza che si acquisisce con la pratica a portare a certi livelli. Provate, sperimentate, leggete e praticate…..magari fatelo su modelli vecchi o ai quali tenete meno. Quando vi sentite sicuri del vostro, allora passate al modello a cui tenete. Quello che vi voglio dire è di non avere paura, lo sbaglio, l’imperfezione, l’errore…..sono ancora parte del mio bagaglio dopo tanti anni, nessuno dei miei modelli è perfetto….ma il modellismo è (e deve essere dico io) innanzitutto un piacere e un relax a chi lo pratica e lo vive. Se il modello vi soddisfa e vi rende felici del lavoro svolto, avrete già raggiunto buona parte del vostro scopo.
Buon lavoro a tutti!
Alberto (Brescia)
bellissimo e dettagliatissimo! io ho sempre il solito problema, non ho aerografo, quindi mi dovrò arrangiare: certo il risultato finale sarà molto inferiore, pazienza
Ciao Leonardo, mi sono dimenticato di scriverti che un risultato simile all’aerografo lo puoi ottenere con i pigmenti o polveri. Attenzione però a metterne poco per volta perchè sono abbastanza coprenti, e se esageri o sbagli nessun problema, acqua e sapone e il carro torna come prima.
Ti avevo scritto questo ma ho sbagliato a non cliccare sul rispondi. Lo faccio adesso.
Ciao Leonardo, non preoccuparti, con la verniciatura di alcuni dettagli e qualche lavaggio (colore molto diluito), qualche pennello secco (intingi il colore, asciughi bene il pennello fino a che non rimanga più colore e poi lo strofini su angoli e protuberanze), vedrai che i risultati saranno comunque ottimi. Ad ogni modo c’è in programma anche un tutorial aerografo….semmai un giorno……
Molto interessante
Ottimo lavoro!
Ti ringrazio per il tutorial , molto esaustivo , dettagliato , e soprattutto insegna a muoversi nella tecnica d’invecchiamento dei carri , grazie
Ciao Leonardo, non preoccuparti, con la verniciatura di alcuni dettagli e qualche lavaggio (colore molto diluito), qualche pennello secco (intingi il colore, asciughi bene il pennello fino a che non rimanga più colore e poi lo strofini su angoli e protuberanze), vedrai che i risultati saranno comunque ottimi. Ad ogni modo c’è in programma anche un tutorial aerografo….semmai un giorno……
Ottima descrizione del lavoro, dettegliata ed esaustiva. In un paio di passaggi dai una mano di trasparente opaco per proteggere i lavoro fatto.
È anch’esso una tinta acrilica?
Si da con pennello o con aerografo?
Forse domande ovvie, ma sto imparando. Grazie
Ciao Riccardo…mi fa piacere che stai sperimentando. No, il trasparente opaco è alla nitro cioè base smalto. Sono i tipi Tamiya…Titan…Mr Hobby. Ho sempre usato questo perché ho paura che l’acrilico non protegga abbastanza. Lo uso in bomboletta per praticità. Due dritte: usalo all’aperto perché non è molto gradevole….e dai una mano leggera stando non troppo vicino al carro.